Arduino facciamo chiarezza

di Rocco Macellaro

In questo articolo cerchiamo di ordinare cronologicamente gli eventi che dalla nascita di Arduino, arrivano fino alle ultime vicende che vedono scontrarsi i fondatori della prima scheda elettronica open source, ormai conosciuta e apprezzata in tutto il mondo come eccellenza italiana.

2001 – La Olivetti e Telecom Italia creano l’Interaction Design Institute. Una vera e propria scola post-laurea, la prima nel suo genere in cui si insegnava l’interaction design (l’interazione tra esseri umani e sistemi informatici), molti dei docenti che vi insegnavano erano di levatura internazionale così come alcuni degli studenti che frequentavano l’istituto. La scuola nasce a Ivrea, la città che aveva già conosciuto il marchio Olivetti ormai scomparso. Qui insegna Massimo Banzi, originario di Ivrea, cresciuto giocando con i circuiti elettrici, studiato elettronica alle superiori, frequenta ingegneria all’università, ma non termina gli studi “perché onestamente erano un po’ noiosi” è stato definito recentemente da The Economist “uno dei fautori della Terza rivoluzione industriale”.

2002 – nasce l’idea di realizzare una tecnologia in grado di comunicare facilmente con gli studenti. L’esigenza colta da Benzi è legata al fatto che nell’istituto in cui ci si occupavano di interazione uomo macchina, gli studenti non avevano a disposizione una piattaforma semplice (e a basso costo) che fosse facilmente programmabile e estendibile con sensori e attuatori di qualsiasi tipo.

2005 – Ci vogliono diversi anni di prove e prototipi, fino a quando Massimo Banzi grazie all’aiuto di David Cuartielles, Tom Igoe e David Mellis rilasciata la prima versione di Arduino, una «piattaforma di prototipazione elettronica open-source che si basa su hardware e software flessibili e facili da usare». Il progetto prende piede in Italia nell’istituto di Ivrea, con l’obiettivo di rendere disponibile, agli studenti, un device più economico e flessibile rispetto ad altri sistemi di prototipazione disponibili all’epoca.

Arduino si presenta al mondo come prima scheda open source, eravamo già abituati a pensare al software open source di cui Linux aveva già ampiamente diffuso la, ma non si era mai pensato a circuiti elettronici open source, l’idea del tema Arduino è quindi innovativa e rivoluzionaria.

Per produrre le schede Banzi sceglie la Smart Projects di Strambino, vicino Ivrea. A capo dell’azienda c’è Gianluca Martino, che presto diventa cofondatore di Arduino, oltre che partner industriale, alla Smart Project viene affidata la produzione e commercializzazione della maggior parte delle schede in circolazione, dal 70% al 90% del totale.

2008 – è un anno importante per il movimento Arduino, vengono venduti più di 50mila esemplari in tutto il mondo. Il successo della piattaforma è dovuta principalmente ad aver abbracciato la filosofia dell’open-source.

2009 – Dopo il successo dell’iniziativa viene fondata in America Arduino Llc, ogni fondatore riceve una quota del 20% della società. Arduino Llc registra il marchio negli Usa, Nel corso degli anni sono state aperte in tutto il mondo altre sedi, tra cui la svizzera Arduino CC, di cui founder e Ceo è Massimo Banzi. Nello stesso anno viene depositato e registrato il marchio Arduino in Italia da parte di Smart Project. Anno dopo anno Arduino riscuote sempre più successo e popolarità, viene utilizzato da diversi artisti e designer internazionale.

2012 – Federico Musto, già vicepresidente di Red Hat, entra in contatto con Banzi e Martino, realizza la prima scheda Arduino con Linux (la Yùn) con la sua Dog Hunter , iniziano i contrasti trà Benzi e Martino.

2014 – l’azienda Smart Project viene rinominata in Arduino Srl, l’azienda è controllata al 95% dal distributore svizzero Gheo Sa, a sua volta di proprietà di Musto. La stessa Gheo che possiede il 20% di Arduino Llc che spetta a Martino. Il quale, dice Musto, oggi non ha più quote, è solo project manager.

Vengono avviate due cause una negli USA presso la Corte distrettuale del Massachusetts e una a Torino, che vedono in contrasto Arduino Llc (Benzi) e Arduino Srl ex Smart Project(Martino-Musto). Morale della favola esistono due aziende che si chiamano Arduino a cui corrispondono due siti www.arduino.cc ben conosciuto e affermato e www.arduino.org nato da poco.

La Situazione dunque, delicata e ingarbugliata, non getta certo buona luce su un’eccellenza hi-tech italiana famosa nel mondo.  Arduino è una piattaforma open source, quindi per sua natura la scheda è aperta a chiunque vi voglia apportare modifiche o miglioramenti, ma la particolarità sta nel marchio, Le schede Arduino si possono produrre e copiare, ma occorre sempre far riferimento al marchio, altrimenti si sfocia nell’illegalità.

Qualunque sia la svolta di questa storia Arduino resterà un eccellenza italiana nel mondo, una scheda elettronica a basso costo, con la quale realizzare in modo relativamente veloce applicazioni elettroniche di qualsiasi tipo.

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